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ELEZIONI EUROPEE | 8-9 GIUGNO 2024

LA LIGURIA IN EUROPA

Lavoro, diritti, territorio. Questa è l'#EuropaCheScrivi in Liguria!

Come votare alle Elezioni Europee 2024

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BRANDO BENIFEI PER LA LIGURIA

Il mio impegno per la Liguria.

Scopri il mio impegno per la LiguriaLe prossime sfide per la Liguria

Le elezioni europee del prossimo 8 e 9 giugno saranno un momento spartiacque per il futuro della mia Regione, la Liguria. Sto seguendo con grande preoccupazione l’inchiesta giudiziaria che ha portato agli arresti domiciliari il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e per altre figure di spicco del sistema economico e industriale del nostro territorio. Lo scenario che emerge dai fascicoli dell’indagine rivelerebbe un inquietante e diffuso sistema di corruzione da Genova a La Spezia, con favori, tangenti e rapporti con esponenti della mafia. La giustizia farà il suo corso e spetta alla magistratura individuare le responsabilità individuali e penali, ma spetta invece a noi il compito di evidenziare il fallimento totale, politico, della classe dirigente del centrodestra che sta rovinando la nostra Regione e ha considerato la gestione della cosa pubblica come l’opportunità per fare affari. 

Il voto alle europee è fondamentale per mandare un messaggio chiaro e forte: in Liguria, è il momento di voltare pagina.

Perchè le elezioni europee 2024 sono determinanti per la Liguria.

In Europa si decidono questioni centrali nell’interesse del nostro territorio: direttive e regolamenti sul mercato unico europeo e sul commercio, scelte di politica economica e monetaria, politiche in ambito sociale e del lavoro, della salute, dell’educazione e della formazione, programmi e leggi che servono a governare la transizione tecnologica, digitale e la lotta al cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente, politiche agricole, della pesca e per la tutela e la valorizzazione delle produzioni locali, dell’artigianato e della manifattura, del turismo, gli investimenti per il potenziamento delle reti e delle infrastrutture, le politiche energetiche. Il Parlamento europeo decide sulle priorità di bilancio dell’Unione, sui fondi europei che supportano milioni di famiglie, di imprese, di associazioni e di organizzazioni non governative e del volontariato, sui sostegni per le persone in difficoltà, per l’università e per le esperienze rivolte a giovani e a professionisti per lo studio e la formazione all’estero. 

 

Da rappresentante eletto nel collegio del Nord Ovest, che comprende la Liguria, in questi anni non ho mai fatto mancare il mio impegno a difesa degli interessi delle cittadine e dei cittadini. La Liguria è una Regione bellissima e produttiva, ma anche fragile

 

Mi ricandido per contribuire al suo sviluppo, per accorciare le distanze con le istituzioni comunitarie e per portare la voce dei liguri a Bruxelles e Strasburgo

Scopri il mio impegno per la Liguria

Le mie battaglie per la Liguria.

In questi anni sono sempre stato in prima linea per difendere gli interessi della Liguria, a tutela del suo fragile ecosistema e per promuovere l’avanzamento di investimenti cruciali per le persone e per il sistema economico. Qui potete trovare alcuni esempi del mio impegno concreto a Bruxelles per la Liguria, in particolare a difesa del suo ecosistema e dei suoi habitat naturali e paesaggistici.

L'Isola Palmaria

Il 16 giugno 2023 ho depositato un’interrogazione alla Commissione europea per fare luce sul cosiddetto “masterplan” proposto dalla Regione Liguria e dall’amministrazione locale che prevedeva lo sfruttamento intensivo con finalità turistiche del gioiello naturalistico dell’Isola di Palmaria, attraverso diversi interventi, dalla creazione di piscine, ristoranti e aree fitness (già avviati) a ulteriori privatizzazioni in ottica di investimenti immobiliari. Ricchezza e occupazione? No, scempio e cementificazione, una vera e propria operazione di speculazione edilizia.  Per questo ho deciso di supportare con la mia interrogazione il lavoro dell’associazione di cittadini Palmaria – APS, che aveva già presentato al Parlamento una petizione sul tema. Come temuto da associazioni e movimenti per l’ambiente, infatti, è sorta una nuova costruzione nel sito che dovrà ospitare uno stabilimento balneare “di lusso”. Il cantiere era stato sequestrato dai Carabinieri lo scorso aprile per la scadenza delle autorizzazioni: alla ripresa dei lavori, subito un ecomostro! Nel 2021 è stata presentata una petizione al Parlamento Europeo. 

 

Con mio grande sgomento, ho appreso che proprio dall’indagine delle autorità giudiziarie della procura spezzina sul progetto della Palmaria, sfociata nella richiesta di custodia cautelare per l’ex sindaco di Porto Venere, Matteo Cozzani, poi diventato capo di gabinetto del Presidente Toti, con accuse pesanti di aver favorito concessioni edilizie in cambio di favori, si è allargato il caso giudiziario che ha scosso la Regione Liguria e portato agli arresti domiciliari di Toti e di diversi altri accusati. 

In attesa delle sentenze dei tribunali, posso dire con orgoglio di aver contribuito alla difesa della meravigliosa Isola di Palmaria da quel sistema di potere.

Il Biodigestore di Saliceti

Ho scelto con convinzione di dare voce in commissione Petizioni al diffuso dissenso dei cittadini, dei comitati e delle amministrazioni locali riguardo al progetto di Biodigestore a Saliceti, al confine tra i comuni di Santo Stefano Magra e Vezzano Ligure. Questo progetto presenta diverse criticità che i firmatari della petizione hanno ben specificato nelle missive inviate al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ed alla Commissione Europea. Il nuovo piano di gestione rifiuti della Regione Liguria annovera Saliceti tra gli “impianti minimi” messi fuori legge da quattro sentenze del Consiglio di Stato e non tiene conto dell’elevato rischio idrogeologico perché applicato con i vecchi criteri di previsione (PAI) per il versante ligure del fiume Magra. Bisogna anche sottolineare la gara d’appalto europea del 2016 che prevedeva la costruzione di un biodigestore di modeste dimensioni in una ex area industriale, un sito già cementificato. Nell’aprile 2019 il contenuto della gara è stato cambiato, con la proposta di realizzazione del biodigestore in un sito diverso (da Boscalino area da bonificare a Saliceti area agricola) e una capacità di impianto da 23.000 ton a 90.000 ton. totali. Si tratta di una modifica sostanziale del contratto d’appalto, che rappresenta una violazione delle direttive europee come ribadito dalla sentenza della Corte di Giustizia europea del maggio 2022 e come confermato, recentemente, dalla delibera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, che sollecita una nuova gara per affidare la realizzazione dell’opera. Infine, il progetto sarà finanziato con i fondi del PNNR. Ci sono però evidenti mancanze del rispetto del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) – gli interventi previsti dai PNRR nazionali non devono arrecare nessun danno significativo all’ambiente. Ci sono le petizioni delle amministrazioni locali, c’è un’istruttoria aperta a livello europeo e c’è un pronunciamento dell’Autorità nazionale anticorruzione, ma Toti continua ad andare dritto per questa strada sbagliata. La battaglia continua perché non possiamo far perdere ai nostri territori tempo e soldi o, ancora peggio, peggiorarne le condizioni ambientali

Rigassificatore di Vado Ligure

Un’altra questione ambientale importante, giunta all’attenzione della Commissione petizioni, è l’arrivo, previsto nel 2026, di una nave rigassificatrice a Vado Ligure. Un tema che ha creato un generale malcontento nella popolazione e nelle amministrazioni locali, che non sono state consultate preventivamente su un tema tanto impattante e che presenta forti criticità. Tutti i pareri tecnici, infatti, sono fortemente negativi: tra questi ne ricordo due, quello dell’Istituto superiore di sanità e quello Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Oltre alle criticità puramente tecniche, non si può non segnalare un problema di metodo da parte dell’amministrazione regionale, che ha deciso di andare avanti con il progetto senza confrontarsi con sindaci e cittadini. Già a settembre 2023 ho presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea, poiché era ben chiaro che ci sarebbero stati dei rischi di ricadute sull’ecosistema circostante e sulla biodiversità del fondale marino. L’opera, infatti, prevede la creazione di un vasto sistema di tubature sottomarine per il trasporto di gas, che causerebbe un grave depauperamento di un’area limitrofa, quella dei “Fondali Noli-Bergeggi”, che era stata proposta in precedenza a riperimetrazione (dall’amministrazione regionale stessa!) per qualificarla come Zona Speciale di Conservazione, processo poi interrotto senza alcuna spiegazione. 

 

Ho chiesto pertanto alla Commissione se tutto ciò fosse compatibile con la normativa europea di riferimento a salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, ricevendo come risposta che la Commissione non aveva ricevuto informazioni specifiche riguardo al progetto e pertanto non sarebbe stato possibile valutare le implicazioni del progetto. Una risposta che non fu soddisfacente ma che, d’altra parte, non ha impedito in questi mesi di continuare a chiedere con forza chiarezza, anche da parte dei cittadini che oggi ci consentono di discutere questa petizione, per chiedere di verificare se sia stata seguita una procedura corretta per un’opera che, per i prossimi 17 anni, avrà un fortissimo impatto su Vado ligure e sulle zone limitrofe. Una domanda, quella dei petenti, che faccio mia e che continuerò a seguire con attenzione.

Il disastroso progetto di funicolare sui forti di Genova

Genova ha già una sopraelevata sul mare, non vogliamo anche quella sui monti: l’Europa non deve finanziare cemento e progetti inutili e dannosi per la cittadinanza e i quartieri come la nuova funivia per i Forti. In collaborazione con il Gruppo Consiliare del Partito Democratico Genova mi sono attivato per denunciare alla Commissione europea con un’interrogazione quello che ritengo essere un progetto dal devastante impatto ambientale. Ho chiesto alla Commissione di valutare la compatibilità del progetto della funivia con i criteri di sostenibilità ambientale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con cui “sarebbe” finanziata l’opera, stando alle diverse dichiarazioni dell’amministrazione di centrodestra: invece che valorizzare il territorio, la Giunta Bucci finisce per danneggiarlo con la costruzione ex novo di piloni di oltre 80 metri sulla testa dei cittadini del Lagaccio e dei quartieri limitrofi. La risposta che mi è arrivata da Bruxelles ha dell’incredibile: l’opera non sarà affatto finanziata dal PNRR, bensì dal PNC: il Piano Nazionale Complementare, finanziato esclusivamente dal bilancio nazionale e quindi dai cittadini italiani. Un progetto non soltanto assurdo e inconcepibile anche sotto il profilo della sua sostenibilità economica, ma anche gravoso sulle tasche dei genovesi!

 

L’aver sottratto risorse destinate alla valorizzazione dei forti e dei sentieri per destinarli all’edificazione della funivia è anche un gravissimo sfregio alle richieste e alle legittime preoccupazioni di chi vive in quartieri già trascurati dall’amministrazione comunale. Continuerò a dare battaglia per fermare l’ennesimo progetto inutile, l’ennesimo affare sulle spalle della Liguria.

Il raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese

In questi anni ho continuato a denunciare la situazione di stallo totale in cui si trova il progetto di raddoppiamento della linea ferroviaria Pontremolese che collega Parma a La Spezia. La Pontremolese è un’opera strategica da cui dipende il futuro di un pezzo di portualità e flussi turistici, non possiamo più rimanere bloccati dalla mancanza di visione di chi governa. Il governo Meloni invece ha fatto di nuovo calare il silenzio sul progetto, dopo i passi avanti che erano stati compiuti nella precedente legislatura. Infatti, l’opera sparisce dalle priorità di governo e viene rimandata a dopo il 2026, quando verranno terminati i cantieri legati al PNRR, come hanno confermato recentemente sia il viceministro Rixi sia il Presidente Toti. Le due devastanti indagini che riguardano, da un lato, il progetto di Diga Foranea a Genova, con lo stop dell’Autorità Anti-Corruzione al progetto, che si aggiunge alla preoccupazione per l’evidente incapacità del Governo di far avanzare l’agenda del PNRR nei tempi previsti, con il rischio di una perdita di decine di miliardi di euro per il nostro paese; e dall’altro il terremoto giudiziario sul Presidente della Regione Toti, non possono che causare un ulteriore e dannoso rallentamento di ogni possibile avanzamento e il reperimento di risorse adeguate.

 

Purtroppo, sembra che il governo stia perdendo nuovamente il treno: la mancanza di progettualità sulla Pontremolese ha già causato la perdita della grande opportunità offerta dalla Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mentre sul regolamento sulle Reti Trans-Europee, che definisce i corridoi infrastrutturali del continente, tra le priorità dell’esecutivo c’era il Ponte sullo Stretto di Messina ma non il raddoppiamento del collegamento Ferroviario tra Parma e La Spezia. 

 

In diverse occasioni mi sono fatto promotore di iniziative che servano a risolvere lo stallo, chiedendo una seria iniziativa di regia che coinvolga tutti gli attori istituzionali, a livello locale, regionale, nazionale ed europeo per arrivare una svolta.

Brando Benifei, candidato alle Elezioni Europee dell'8 e 9 giugno 2024

Le sfide del prossimo mandato

Nei prossimi anni voglio continuare a battermi un’Europa che dia piena rappresentanza alle istanze del nostro bellissimo e fragile territorio, la Liguria: mi impegnerò ogni giorno, come ho fatto in questi anni, per difendere l’ambiente, far conoscere agli amministratori locali, alle cittadine e ai cittadini i bandi e le opportunità europee. Dobbiamo sostenere il lavoro stabile e di qualità, valorizzare le eccellenze liguri, ridare centralità alla sanità pubblica, potenziare il trasporto pubblico locale, dare un futuro al nostro bellissimo entroterra e migliorare le infrastrutture per la viabilità.

Per tutto questo, ti chiedo di sostenermi: scriviamo insieme una nuova pagina di questa storia! Alle elezioni europee dell’8 e 9 giugno, l’Europa la scrivi tu: vota il Partito Democratico, scrivi Benifei.

BRANDO BENIFEI | ELEZIONI EUROPEE | 8-9 GIUGNO 2024

L’EUROPA CHE SCRIVI, L’8 E IL 9 GIUGNO.

L'#EuropaCheScrivi è quella che possiamo scrivere insieme: verde, giusta, solidale, di pace. Un'Europa di tutte e tutti. Il voto alle Elezioni Europee dell'8 e del 9 giugno 2024 prevede il voto di preferenza: questo significa che, per votarmi, devi scrivere sulla scheda elettorale il mio cognome BENIFEI accanto al simbolo del PD.

In questa pagina troverai tutte le indicazioni per esprimere la tua preferenza in modo corretto.

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